The Giant & The Stalder

The Giant

LA PARTENZA

L'inizio della granvolta prevede una partenza da una posizione in verticale in appoggio sulle mani sopra lo staggio.  Braccia, testa, tronco, gambe e piedi sono perfettamente allineati e il ginnasta applica una spinta sullo staggio verso l'alto incastrando le spalle e attivando tutti i muscoli necessari a mantenere una perfetta tenuta del corpo in massimo allungamento. Questa posizione alla sbarra si raggiunge solitamente in seguito ad altri movimenti specifici dell'attrezzo che sono la kippe e uno slancio del corpo all’indietro.   È una posizione che il ginnasta prima impara e consolida a terra e poi può trasferirla in qualsiasi altro attrezzo.  La partenza in verticale permette di accumulare energia cinetica sufficiente al fine di terminare la granvolta in modo corretto.  Un errore comune è quello di fare uno slancio all'indietro non sufficientemente ampio da arrivare in posizione verticale con il rischio di non avere abbastanza velocità da finire il movimento.    


LA DISCESA

In questa fase la forza di gravità tende ad accelerare il ginnasta che a sua volta deve mantenere una specifica tenuta del corpo: dalla verticale in appoggio il corpo comincia a ruotare, senza però perdere l'allineamento dei segmenti corporei. È accettata in fase di discesa una lieve curvatura del corpo (posizione scavata).


LA FRUSTATA

Questa è la fase fondamentale di questo movimento che a sua volta può suddividersi in tre fasi:

- pre-caricamento: durante questa fase il ginnasta chiude l'angolo del bacino enfatizzando maggiormente la posizione “scavata” della fase di discesa.

- caricamento: inizia all’incirca a 45° dalla perpendicolare dello staggio e finisce poco dopo averlo superato (10-15°). Durante questa fase il corpo inizia la sua fase di allungamento massimo (arco) per poi iniziare la fase di frustata vera e propria.

- frustata: in questa fase il soggetto compie un movimento che lo porta dalla posizione di “stiramento” (arco) a una posizione di semi-chiusura del bacino, proiettando i piedi il più verticale possibile, in modo da orientare il corpo nella posizione finale.

Svolgere correttamente quest’azione permette di convertire l'energia accumulata in discesa in energia rotazionale. Una frustata troppo scarsa o iniziata in un momento sbagliato della granvolta non garantisce al ginnasta la buona riuscita del movimento.


FASE DI RISALITA

Dopo aver eseguito la frustata e quindi dopo aver aumentato la sua velocità rotazionale, il ginnasta dovrà cercare di mantenere tale velocità; per farlo dovrà rimanere il più composto possibile e soprattutto eseguire costantemente la spinta sullo staggio senza cedere con le spalle, con la testa e con le gambe. La fase di risalita termina quando il ginnasta si ritrova nuovamente in verticale sopra lo staggio.


Nei grafici sovrastanti, vengo rappresentate le velocità lineare e angolari, le traiettorie e l'energia di Tronco, Coscia e gamba, durante un ciclo di granvolta.

Il primo grafico evidenzia l'andamento delle tre velocità prese in esame. L'andamento si diversifica durante l'azione di frustata, questo perché l'azione di apertura e chiusura del bacino, fa aumentare e diminuire maggiormente le velocità dei segmenti coscia e gamba. 

Nel secondo grafico, vengono messe a confronto gli angoli articolari e come si può notare, il tronco mantiene un andamento più rettilineo, coscia e gamba invece modificano i loro range articolari per l'esecuzione del caricamento e della frustata.

Nel terzo grafico, viene espressa l'energia cinetica e potenziale. In posizione verticale si avrà maggior Epot e minor Ek, viceversa nel momento in cui il ginnasta passa sotto lo staggio, tali energie vengono invertite e si avrà quindi minor Epot e maggior Ek.

Nell'ultimo grafico abbiamo la rappresentazione delle 4 velocità, come si può notare i segmenti più vicini all'asse di rotazione avranno minor velocità tangenziale rispetto ai segmenti più lontani.



The Stalder

LA DISCESA

Durante la fase di discesa, il ginnasta porta le spalle sopra alla linea verticale della sbarra, cosi facendo innesca un pre-caricamento del corpo che lo faciliterà successivamente nella fase di infilata.

La fase di discesa rientra nel range di angolo interno della spalla di 180°/90.


L'INFILATA

A questo punto, il ginnasta esegue un' antepulsione della sbarra che gli permette un aumento della velocità rotazionale e quindi una miglior retroversione del bacino.

Tale retroversione deve avvenire entro un certo angolo di entrata se non si vuole incorrere in una sfilata anticipata. 

Angolo entrata: ≅45° 

Angolo bacino: < 10° (per tutta la durata del caricamento)


IL CARICAMENTO

Durante questa fase, la sbarra viene flesse verso il basso e caricata come una "molla", tutto ciò è possibile se il ginnasta ha eseguito correttamente la fase di infilata, poiché in questa fase bisogna avere gli arti inferiori in perpendicolare con la sbarra, in modo da poter proiettare il più veloce possibile il sedere verso la fase di uscita del movimento e quindi il ritorno in verticale.


LA SFILATA

Arrivati all'ultima fase, bisogna mantenere l'antepulsione della sbarra per non diminuire la propria velocità tangenziale del CM e ovviamente evitando cosi flessioni delle braccia.

Quando la linea delle spalle raggiunge la perpendicolare con la sbarra, allora il ginnasta può iniziare la sua fase di sfilata del bacino per tornare quindi alla posizione di verticale.


Nei grafici sovrastanti, vengo rappresentate le velocità lineare e angolari, le traiettorie e l'energia di Tronco, Coscia e gamba, durante lo stalder.

Il primo grafico evidenzia l'andamento delle tre velocità prese in esame. Diversamente dalla granvolta, abbiamo maggior picchi di velocità dovuti in primis alla retroversione del bacino che porta all'aumento delle velocità di coscia e gamba, poi al caricamento sotto lo staggio e infine alla fase di sfilata.

Nel secondo grafico, vengono messe a confronto gli angoli articolari e come si può notare, l'andamento angolare di coscia e gamba è lo stesso.

Nel terzo grafico, viene espressa l'energia cinetica e potenziale, e come si può notare, l'andamento è simile a quello della granvolta.

Nell'ultimo grafico abbiamo la rappresentazione delle 4 velocità. L'aspetto più rilevante è l'andamento della velocità del trocantere (preso come CM) il quale è il motore dell'azione dello stalder. I vari segmenti corporei modificano la loro posizione durante il movimento per conferire una maggior velocità di rotazione del CM e quindi ottenere un ritorno alla verticale.